Qualche giorno fa parlavo con un conoscente e mi ha chiesto perché mi ostinassi a ripetere che se vuoi avere foto di interni devi per forza chiamarne uno specializzato… “Se chiamassi il ragazzo che mi ha fatto il servizio fotografico del matrimonio non sarebbe lo stesso? E’ fotografo no? sa quello che fa! Ha tutta l’attrezzatura professionale, perché dovrebbe essere diverso da te?”
Cominciamo a sfatare un mito, non è l’attrezzatura a rendere un fotografo professionale o meno!
mi spiego, se uno è un bravo fotografo saprà fare fotografie molto belle anche con il cellulare! Se invece uno non ha l’occhio farà fotografie mediocri anche se ha in mano macchine dal valore di migliaia di euro.
Non basta conoscere la macchina fotografica, sapere gestire le luci e gli iso, sapere usare il diaframma per la corretta profondità di campo… questo no, non basta, questo è più o meno alla portata di tutti con libri e tutorial…

Detto ciò una persona che fa il fotografo di professione (a prescindere dalla specializzazione) farà senza dubbio BELLE foto, non minimamente paragonabili a quelle che potrebbe fare chiunque con un click e via!
“Bene Virginie, ma non hai risposto alla mia domanda! Perché per produrre immagini dei miei lavori d’interni, delle case che costruisco devo per forza prendere un fotografo specializzato?”

Ora ti spiego perché:
Nella fotografia esistono molti “ambiti“… il ritratto, la foto naturalistica, la macro, il food, il notturno, la street photography, lo sport… e, naturalmente, la fotografia architettonica e d’interni!
In ognuna di queste tipologie di fotografie si apre un mondo e ogni fotografo, seguendo la sua indole, ci si addentra. Ne studia ogni dettaglio, fa sue alcuni accorgimenti, magari infrange (in maniera studiata) alcune regole e ne coglie ogni sfaccettatura. E’ davvero impossibile riuscire ad essere eccellente in tutti gli ambiti.

Ti faccio un esempio personale: qualche anno fa una mia cara amica, conoscendo la mia passione (ancora molto “generale”) per la fotografia, mi chiese di fare il servizio fotografico per il battesimo di sua figlia. Le risposi che non ero specializzata, che non era il caso. Ma lei insistette anche se io misi decisamente le mani avanti (non ero ancora specializzata, ma già sapevo che fotografare le persone non era il mio!).

L’ho fatto, avevo una certa ansia perché non avrei mai voluto rovinarle un giorno così importante! Alla fine tutto sommato le foto sono venute bene, lei era contenta, ma sono CERTA che un fotografo che si occupa di battesimi, matrimoni e comunioni-cresime avrebbe fatto molto meglio… un motivo su tutti, sa muoversi in chiesa!
Da allora mi sono sempre rifiutata di fotografare le persone, lo faccio a livello amatoriale, in famiglia, ma mai per lavoro. Ancora l’altro giorno non ho accettato l’incarico di fotografare lo staff di uno studio di una impresa di costruzioni, perché non sarei stata professionale.

Le foto sarebbero state buone? Può darsi! Ma sicuramente avrebbero mancato di quel quid che il fotografo ritrattista saprà cogliere!
Se ami la fotografia puoi fare delle prove e cimentarti un po’ su tutto, ma vedrai che ti sentirai più a tuo agio in certi ambiti e lì avrai i risultati migliori!

Ma torniamo a noi, perché quindi scegliere un fotografo specializzato in interni per valorizzare i lavori di ristrutturazione, costruzione o interior? Perché la casa è nel DNA di quel fotografo, perché i suoi occhi coglieranno particolari che la maggior parte di persone non noterà, perché più di tutti saprà gestire, ove necessario la combinazione, spesso “pericolosa” di luce naturale e artificiale.

Banalmente, per quanto riguarda gli arredi, saprà se una sedia sta meglio leggermente ruotata o meno, o se toglierla del tutto, perché nella composizione “disturba”; perché studiando tutto nei minimi dettagli non cadrà nell’errore di lasciare il mazzo di chiavi sul tavolo o un asciugamano poggiato ad una sedia (lo dico perché l’ho visto!!).
“Sì Virginie, ok, ho capito, ma se certi particolari, come dici tu, li nota solo lui, che senso ha?”
Hai ragione sai? Mi sono fatta anche io questa domanda! Se un fotografo “generalista” o specializzato in un altro campo farà COMUNQUE una bella foto, che senso ha?

L’IMPATTO, L’EMOZIONE, quel qualcosa di speciale che non ti spieghi ma sai che c’è! Hai presente questa sensazione? Ecco la differenza è lì! Ci sono cose che ti fanno stare bene, ma tu non te ne accorgi, finché non ti mancano; lo stesso capita con le fotografie fatte da fotografi specializzati e da quelli no!

Certi dettagli sono fondamentali e fanno la differenza tra una BELLA foto e una foto WOW.

Siamo a ridosso del mese di marzo, tra 23 giorni inizia ufficialmente la primavera, ma in questi ultimi giorni siamo nella morsa di “BURIAN” l’ondata di gelo arrivata dai Balcani e allora ecco che i riscaldamenti sono sempre accesi su temperature alte, così come camini (per i fortunati detentori) e stufe… ma spesso, nonostante questo, si arriva a fatica a temperature gradevoli, questo a causa di una scarsissima coibentazione delle nostre case!

“La coibentazione è una tecnica per isolare due sistemi aventi differenti condizioni ambientali, in modo che i due sistemi non scambino calore o vibrazioni sonore tra di loro. La coibentazione può offrire dunque isolamento termico, acustico o termoacustico. Tipicamente la coibentazione viene effettuata interponendo tra le due parti specifici materiali (ad es. pannelli) che non permettono lo scambio di calore, nel caso di isolamento termico (cappotto termico)…” cit wikipedia

Ora, se non stai costruendo o ristrutturando casa, se magari abiti in un vecchio condominio potrebbe sembrare impossibile risolvere il problema, rassegnandosi a soffrire il freddo d’inverno (e il caldo d’estate).
In realtà ci sono degli interventi che si possono fare e che aiutano:

– Le finestre sono le zone dove si ha più dispersione di calore, quindi la prima cosa da fare potrebbe essere quella assicurarsi di avere buoni serramenti. L’isolamento termico dipende dal materiale del

serramento, dal tipo di vetri utilizzati e dal numero di strati di vetri (ci sono serramenti a triplo strato con sistema oscurante integrato!). Se non li puoi / vuoi cambiare assicurati di togliere tutti gli spifferi!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

– Esiste il sistema ad “insufflaggio”: attraverso alcuni fori fatti sul muro viene introdotto nell’intercapedine il materiale isolante ad alta efficienza termica che elimina le dispersioni termiche portando comfort termico ideale. (Questo sistema di coibentazione non richiede permessi comunali).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

– Può sembrare sciocco, ma, in caso di riscaldamento classico a gas, lasciare libero il termosifone da tende o mobili e lasciarli respirare aiuta a migliorare il riscaldamento dell’ambiente.
Un trucchetto in più? “isolarlo” dalla parete retrostante con un pannello in legno o polistirolo! Questo aiuterà a far sì che il caldo si “concentri” solo verso la stanza e non si disperda nel muro!

 

(Foto web)

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Virginie

Casa Vicens è una delle prime opere dell’architetto spagnolo Antoni Gaudì, uno dei massimi esponenti del modernismo catalano.
Casa Vicens si trova in centro del quartiere di Gracia a Barcellona. Ai tempi in cui casa Vicens è stata commissionata, 1878, Gracia era un paesino in cui le famiglie facoltose di Barcellona usavano costruire le loro case vacanze (Gracia è diventato quartiere della capitale catalana nel XIX secolo).
Il progetto, fu presentato al comune nel 1883 e fu richiesto da Manel Vicens i Montaner, proprietario di una fabbrica di ceramica, particolare direi abbastanza visibile nella casa, decorata dai famosi “azulejos” piastrelle quadrate tipiche nelle decorazioni architettoniche spagnole e portoghesi.
L’opera oltre ad essere la prima del famoso architetto è uno degli edifici che hanno dato il via al Modernismo.
Gaudì è conosciuto per il suo modo di interpretare l’architettura con forme naturali in questa prima opera la natura è presente con i colori, ma separata dalle forme (cosa che troveremo nelle opere successive): Casa Vicens a ha una forte influenza neogotica, con elementi in stile mediterraneo e islamico (i famosi azulejos arrivano infatti dalla cultura araba).
Per oltre un secolo è stata abitazione privata, acquistata nel 2014 dall’istituto bancario MoraBanc di Andorra è stato finemente ristrutturato e aperto al pubblico lo scorso novembre. E’ ora un museo che ospita le opere dell’architetto.
Da sapere: dal 2005 è considerata patrimonio dell’UNESCO insieme ad altre 6 opere di Gaudì
– Facciata della natività e cripta della Sagrada Familia
– Palau Güell
– Cripta della colonia Güell
– Parc Güell
– Casa Batlló
– Casa Milà

(foto dal web)