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Questo weekend sono stata via con mio marito, una piccola pausa da tutto e da tutti…

Siamo stati in un piccolo B&B sul lago maggiore.

La località era incantevole, la struttura era carina e i proprietari sono stati molto cortesi, però…
Mancava qualcosa, in bagno non c’era un piano d’appoggio per posare lo spazzolino, non c’era la luce allo specchio e non c’erano abbastanza ganci per appendere gli asciugamani (per prendere il telo dopo la doccia ho sgocciolato dappertutto).

Dall’annuncio era chiaro che mancasse l’asciugacapelli, quindi ho portato il mio, ma… non c’era la presa in bagno, ho dovuto asciugare i capelli in camera!

Lì per lì non ho dato peso a queste cose, quando si è in vacanza si è più rilassati e si è meno esigenti, ma oggi al momento di scrivere una recensione ci ho pensato…
Ora non è nelle mie intenzioni dare un “brutto voto” alla struttura, i proprietari non lo meritano, ma non posso nemmeno scrivere “tutto perfetto”.

Dovrei mettere un giudizio medio scrivendo “carino, ma…”. Però per la cortesia che i titolari hanno avuto, mi dispiaceva e quindi deciso di non fare nessuna recensione!

In realtà, essendo il mio mestiere, ed essendo entrata un poco in confidenza con la signora, le ho parlato direttamente facendo notare questi piccoli-grandi particolari.

Ma ora pensa un attimo a chiunque altro passi di lì: ci sarà, com’è ovvio, chi si accontenta mettendo sul piatto della bilancia tutto il resto e quindi, farà una recensione positiva comunque…

Ci sarà chi invece tiene molto a questi particolari e farà una recensione negativa e questa inciderà decisamente sul “punteggio” della struttura. E chi sta cercando un B&B in quella zona potrebbe andare oltre e scegliere un’altra sistemazione.

Infine ci sono quelli che si sono trovati tutto sommato bene, ma che hanno dato un peso a quei dettagli e che, per non essere “cattivi”, non scriveranno nulla… ma una recensione positiva mancata è quasi come una recensione negativa perché non darà risalto alla struttura lasciando chi cerca su internet nel dubbio sul fatto che possa o meno essere il posto che fa per loro!

E allora mi rivolgo a te che con la tua struttura ospiti tanti turisti… sei pronto al loro arrivo?
Hai curato anche queste finezze? Queste cose possono fare la differenza tra una location “non plus ultra” e una semplicemente “carina”. Questo farà la differenza tra ricevere molti turisti, ma con periodi vuoti, e avere sempre il pieno di prenotazioni!

Non permettere che queste piccole disattenzioni ti facciano perdere tanti commenti positivi, e quindi ti lascino nella marea di scelte possibili per i turisti.
Cura ogni dettaglio fino al minimo particolare, fai in modo che i tuoi ospiti vivano un’esperienza unica che li faccia venire voglia di tornare, di consigliarti a chiunque anche attraverso recensioni super!

Se i tuoi ospiti, pur avendo dichiarato di essersi trovati bene non lasciano nessun commento sui vari portali o sulla pagina facebook potrebbe esserci qualche cosa che non li ha soddisfatti totalmente!

Se non vuoi perdere altro tempo, ma soprattutto altri “punti” che ti portino nell’Olimpo dei B&B, chiamami subito e andremo a fare uno studio approfondito apportando quelle piccole migliorie che lasceranno TUTTI i tuoi ospiti a bocca aperta e desiderosi di far sapere al mondo che meravigliosa vacanza hanno fatto!

Forse oggi i pouf possono essere considerati fuori moda (forse!!), ma LEI, la POLTRONA SACCO di Zanotta resiste imperterrita grazie al suo design all’avanguardia e come immagine rappresentativa della propensione all’ottimismo degli anni sessanta.
Erano gli anni in cui mobili realizzati con materiali moderni e a buon mercato come le plastiche stampate ad iniezione presero piede. Erano gli anni in cui mobili gonfiabili e usa e getta entrarono a far parte dell’arredamento simbolo della rivoluzione socioculturale giovanile… erano gli anni in cui tre torinesi, Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro, progettarono per Zanotta la poltrona Sacco!

Zanotta, produttore italiano, non esitò a salire sul carro dei mobili pop e ralizzò la poltrona che oggi conosciamo nel 1968 (è ancora in produzione).
I prototipi in realtà erano già stati prodotti anni prima, in origine doveva essere un involucro trasparente contenente del liquido, ma risultò troppo pesante e difficile da riempire, così pensarono bene di utilizzare le palline di polistirene espanso.
Riscosse subito successo perché non avendo nessun tipo di struttura, né sostegno, poteva prendere qualunque forma desiderata!

 

 

 

 

 

 

Molti possono ricordarla grazie agli sketch e nei film in di Paolo Villaggio che il protagonista sia il Rag. Fantozzi o Fracchia… lui, maldestro e pasticcione faceva sempre fatica a sedercisi.

 

 

 

 

 

 

E’ una delle sedute più imitate al mondo, ma solo l’originale vinse il compasso d’oro nel 1970, solo l’originale è stata esposta al MoMA di New York nel 1972 ed inserita nelle collezioni internazionali di arte contemporanea al Museo delle Arti Decorative di Parigi, al Victoria & Albert Museum di Londra e al Museo del Design alla Triennale di Milano…

 

 

 

 

 

A te piace? L’hai mai provata? Ce l’hai?
Fammelo sapere con un commento qui sotto!

Qualche tempo fa vi ho parlato della dispensa e di quanto questa sia importante in una cucina. Oggi voglio ampliare il discorso alla cucina in generale. Se dovete cambiarla, o se state per comprarne una nuova ecco alcuni spunti da cui partire:

 

  • I tre punti nevralgici della cucina sono, frigo, lavello (e lavastoviglie) e fuochi (con forno). Questi tre elementi racchiudono le tre attività che si fanno in cucina: preparare, lavare e cucinare, quindi vanno tenuti abbastanza vicini tra loro per permettervi di non fare le mille miglia con in mano piatti ustionanti o sgoggiolanti. Per chi può l’ideale sarebbe metterli al vertice di un triangolo equilatero… ma va da sé che non tutti abbiamo lo spazio per questo (io per esempio non ce l’ho! ). In una cucina lineare fuochi-lavello – frigo saranno la conformazione migliore, mentre in una cucina con due lati paralleli lavabo – frigo su una parete e fuochi sulla parete opposta! Nelle altre situazioni, come scritto poc’anzi cercare di creare un triangolo il più possibile equilatero, sarà decisamente più facile e funzionale muoversi e lavorare!

 

 

 

 

 

 

  • Nel post della dispensa sottolineavo la sua importanza per una corretta sistemazione di cibo e stoviglie, è altrettanto importante avere un giusto spazio per il piano di lavoro! Bisogna trovare un giusto compromesso tra le due cose, magari non fate la pasta in casa (ma poi perché no?) ma quando dovete preparare più di una portate avere spazio dove appoggiare i vari ingredienti e recipienti è indispensabile!
  • Se siete fortunati da avere lo spazio per un’isola o una penisola ricordate di dargli la giusta importanza, saranno le protagoniste di questo ambiente! L’idea di inserire nel piano i fuochi o il lavello risulta vincente per favorire la comunicazione con la famiglia o eventuali ospiti!
    b. ricordate di lasciare almeno un metro di spazio tra isola e gli altri mobili in modo da mantenere tutto comodamente fruibile!

 

 

 

 

 

 

 

  • D’obbligo la cappa aspirante e non solo filtrante, per confluire il vapore all’esterno. La cucina è un ambiente umido e una buona aerazione è indispensabile per la conservazione dei cibi.
  • Una volta delineata “fisicamente” come sarà la vostra cucina arriva la parte tra quelle più importanti… ovvero l’illuminazione! Mi raccomando NON SOTTOVALUTATE questo aspetto! La cucina è l’ambiente che va illuminato più di tutti e che necessita anche di luci correttamente direzionate verso l’area di lavoro, l’isola se l’avete e anche sul tavolo dove si mangia!

 

 

 

 

 

 

 

By Virginie

Casa Vicens è una delle prime opere dell’architetto spagnolo Antoni Gaudì, uno dei massimi esponenti del modernismo catalano.
Casa Vicens si trova in centro del quartiere di Gracia a Barcellona. Ai tempi in cui casa Vicens è stata commissionata, 1878, Gracia era un paesino in cui le famiglie facoltose di Barcellona usavano costruire le loro case vacanze (Gracia è diventato quartiere della capitale catalana nel XIX secolo).
Il progetto, fu presentato al comune nel 1883 e fu richiesto da Manel Vicens i Montaner, proprietario di una fabbrica di ceramica, particolare direi abbastanza visibile nella casa, decorata dai famosi “azulejos” piastrelle quadrate tipiche nelle decorazioni architettoniche spagnole e portoghesi.
L’opera oltre ad essere la prima del famoso architetto è uno degli edifici che hanno dato il via al Modernismo.
Gaudì è conosciuto per il suo modo di interpretare l’architettura con forme naturali in questa prima opera la natura è presente con i colori, ma separata dalle forme (cosa che troveremo nelle opere successive): Casa Vicens a ha una forte influenza neogotica, con elementi in stile mediterraneo e islamico (i famosi azulejos arrivano infatti dalla cultura araba).
Per oltre un secolo è stata abitazione privata, acquistata nel 2014 dall’istituto bancario MoraBanc di Andorra è stato finemente ristrutturato e aperto al pubblico lo scorso novembre. E’ ora un museo che ospita le opere dell’architetto.
Da sapere: dal 2005 è considerata patrimonio dell’UNESCO insieme ad altre 6 opere di Gaudì
– Facciata della natività e cripta della Sagrada Familia
– Palau Güell
– Cripta della colonia Güell
– Parc Güell
– Casa Batlló
– Casa Milà

(foto dal web)

GREY&BLUE
evviva gli abbinamenti!!! oggi vi propongo un abbinamento “senza tempo”, classico e super elegante: grigio e blu!
Si può decidere senza problemi come bilanciare questi due colori come è più congeniale, il risultato sarà sempre favoloso!
Ricordate però che sono colori “freddi” quindi vanno scaldati! come? avete due modi:
– qualche tocco di colore, dovrete solo stare attenti alle tonalità di blu, ma tendenzialmente tocchi di arancione, giallo, rosso (non tutti insieme eh! mi raccomando) daranno carattere e scalderanno l’ambiente
– se proprio non volete “contaminare” con altri colori allora giocate coi materiali, evitate superfici lucide e giocate con i tessili… il velluto per esempio scalda moltissimo!!
 
(photo dal web)

Questo inverno non è stato freddissimo, ma le giornate grigie di questi giorni non invogliano, almeno me, ad uscire… al contrario mi piacerebbe poter stare rannicchiata sul divano con una bella coperta e sentire il tepore del camino… già ma io il camino non ce l’ho! che fare allora??? beh una alternativa c’è: il biocamino!
Molti ormai non hanno nemmeno bisogno della canna fumaria, scaldano molto l’ambiente e, diciamolo, la fiammella può essere davvero rilassante!!! forse manca il “magico” crepitio del legno…o ci sono anche quelli che lo sanno riprodurre??? se non esistono bisognerà suggerirlo!!!

(photo dal web)

Sono passati i primi 15 giorni di questo nuovo anno… e sono ben chiari i nuovi trend che caratterizzeranno l’Interior design nel 2018!
– Stile: “industrial-vintage”, un tocco di retrò e vintage. Ottimo il recupero di pezzi antichi anche da accostare ad uno stile più moderno.
– Colori: va da sè che ci sarà molto “ultra violet” essendo colore Pantone dell’anno, ma troveremo anche il verde (soprattutto il salvia), il rosso e il blu.
– Materiali: rame, marmo e materiali riciclabili (è infatti sempre più forte l’attenzione all’ambiente).
(foto dal web)

Cominciamo l’anno con un colore che amo molto per il suo richiamo alla natura: il verde…
sulle pareti o come mobili lo amo nei nelle tonalità salvia, o scure, i verdi più “sgargianti” li terrei solo per qualche elemento di poco impatto.
Qualunque verde si scelga l’importante è non usarlo nelle zone in cui si mangia: sapevate che non aiuta la digestione?

(foto dal web)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Voi quale verde preferite?

By Virginie

Hanno da poco poco acceso le luci del famoso albero di Natale di New York al Rockfeller center… e l’8 dicembre, giorno che per tradizione da il via alle decorazioni natalizie, è davvero molto vicino (qualcuno in verità ha già iniziato!)…

Come sarà il vostro albero? bianco, blu, rosso,rosa; con poche decorazioni, super pieno, fai da te (come quello con le bottiglie) o addirittura a testa in giù???

Qui di seguito qualche esempio preso dal web, ma voi fatemi sapere come sarà il vostro! e postatemi qualche foto!!!

 

La lampada tizio, altra icona di design, è il simbolo del funzionalismo che, benché concepita come lampada da tavolo divenne ben presto un elegante complemento per l’arredamento d’interni.
Progettata nel 1971 da Richard Sapper su richiesta dell’ingegnere aeronautico Ernesto Gismondi, fondatore nel 1959, insieme all’architetto Sergio Mazza della Artemide. L’ingegnere richiese al designer di progettare una lampada da disegno e Sapper riflettè nel progetto la sua esigenza di “una lampada con ampio raggio di movimento che però fosse poco ingombrante” (cit).
La lampada Tizio usa un sistema di contrappesi che tengono il braccio che regge la lampada nella posizione desiderata, ma che, allo stesso tempo, permette la facile regolazione di altezza ed estensione.
Il braccio può ruotare di 360° sulla pesante base e il riflettore può essere puntato in tutte le direzioni.

Una meraviglia che coniuga ingegneria e eleganza!

By Virginie