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Spesso ingresso e disimpegno, essendo zone di passaggio, sono un poco messi in secondo piano.

Oggi vorrei porre il focus su questi due ambienti per renderli sempre gradevoli e armoniosi (e magari sfruttarli al meglio!).

L’ingresso è il primissimo ambiente con cui veniamo a contatto e è il biglietto da visita della casa!
Entrate lunghe e strette, oppure che si aprono sul lato lungo di un corridoio, entrate irregolari o entrate in cui si aprono tante porte risultano decisamente respingenti!

Se abbiamo questo tipo di entrate (e capita spesso), dobbiamo regolarizzare volumi e percorsi, vediamo come:

– I percorsi troppo lunghi, come i corridoi, possono essere “rallentati” e “modulati” con stampe, consolle, specchi, o con qualunque elemento architettonico o non (si può infatti anche fare con l’utilizzo dei colori!).

– Risulta un ottima cosa attirare l’attenzione su uno o due punti chiave, come una parete particolare, un quadro importante…

– Uniformare stile, colore e finiture con il resto della casa.

– Naturalmente più luce naturale è presente meglio è, ma se non è possibile controllare che l’illuminazione sia buona, non limitandosi al punto luce centrale. Una controsoffittatura con faretti incassati potrebbe essere una buona idea, anche nel caso in cui l’ingresso dia direttamente in soggiorno, aiuterebbe a delimitare visivamente lo spazio.

– Il colori caldi e luminosi vanno sempre bene, ma siccome queste zone sono di passaggio e la permanenza è breve si possono anche azzardare qualche colore più forte per avere un effetto d’impatto!

– Gli spazi irregolari possono essere armonizzati anche con l’utilizzo di un mobile per riempire una zona vuota o chiudendo una zona per creare un piccolo ripostiglio.

– Cercare di utilizzare mobili bassi, quelli alti, soprattutto se lo spazio è poco, risultano incombenti. Se è necessario avere un armadio è meglio quello a muro, se non è possibile, l’ideale è mascherarlo coi colori delle pareti affinché sia dissimulato e non sovrasti troppo.
Nell’entrata uno svuota tasche è indispensabile!

– Se mobili grandi possono essere incombenti, ricordarsi di evitare complementi d’arredo troppo piccoli, si perderebbero!

– Se si vuole attirare l’attenzione su una cosa (qualunque essa sia) questa deve essere grande e molto ben illuminata (meglio ancora se illuminata ad effetto con una luce spot direzionata su di essa).

– Mai far vedere dall’ingresso il bagno, cercare di schermare il più possibile!
Il collegamento da enfatizzare è sempre quello con il soggiorno.

– Entrata e disimpegni, possono anche prevedere altre funzioni, come un piccolo studio o una zona libreria…

Con piccoli accorgimenti anche gli ingressi e i disimpegni più “strani” possono diventare accoglienti e molto gradevoli.

È ora di mettere su casa o di cambiarla, magari di ristrutturarla… è una emozione davvero bella, si va in negozi, si scelgono i materiali e i mobili… tutto per creare il proprio nido secondo le proprie personalità.

Scegliere i pavimenti è la cosa più difficile, perché tendenzialmente è quella più definitiva, ma è anche quella che spesso è sottovalutata o meglio fatta senza considerare l’insieme!

La prima scelta da fare è piastrelle, marmo, cotto o parquet (in realtà c’è anche la pietra, la moquette, il linoleum, il cemento e la resina, ma sono meno in uso)

È una scelta di stile! A grandi linee (poi ovviamente tutto è declinabile) le piastrelle si adattano ad uno stile tendenzialmente moderno; il legno dalle tonalità e il marmo sono molto malleabili e si adattano a tutto, ma danno il meglio con uno stile classico; mentre il cotto è più per uno stile rustico.

Qualunque sia la nostra scelta bisogna tenere conto che il pavimento che scegliamo è a tutti gli effetti un elemento di arredo, con un suo colore!!!
Potrà sembrare una ovvietà, ma se parliamo delle piastrelle in effetti c’è attenzione al colore scelto, ma per il parquet e il cotto le tonalità passano in secondo piano o vengono scelte in base all’impulso del momento.

Facciamo una premessa, da molti anni c’è la possibilità di avere il pavimento che sembra parquet, ma non è legno: esistono infatti i listoni in laminato e in gress porcellanato. All’inizio il finto parquet era davvero subito riconoscibile, ora bisogna ammettere che queste riproduzioni, spesso ad occhio nudo possono essere scambiate per legno. Non solo, stanno diventando molto materici e anche al tatto, escluso il fatto che sono più freddi, potresti pensare che sia una essenza legno (se hai il riscaldamento a pavimento un buon gress potrebbe davvero trarre in inganno!).

La stessa cosa vale per il cotto, oggi ci sono dei gress porcellanato finto cotto che appagano l’occhio, ma che risultano decisamente più facili da gestire!

Qualunque sia la scelta, tonalità, dimensioni, forma e posa diventano, come detto, elementi d’arredo a tutti gli effetti e vanno studiati a seconda dello stile che vuoi dare alla casa!

Colori neutri (chiari o scuri non importa), si adatteranno a qualsiasi stile e colore, faranno da “sfondo” (dovremo solo stare attenti alle tonalità: ovvero se abbiamo un pavimento scuro cerchiamo di mettere mobilio chiaro per non appesantire!).

Colori tendenti al rossiccio o al giallino, se saturi, invece sono più difficili da abbinare sia come stile, ma soprattutto come colori! Su un pavimento dall’essenza gialla non potrai accostare tonalità rosate (e viceversa!).

I colori carichi devono essere “sdrammatizzati” con dei bianchi, dei colori in contrasto e del grigio. Una nota: più la saturazione è forte più il grigio deve essere quantitativamente maggiore o si deve scurire se no non si noterà.

Se scegliamo il parquet ricordiamoci che i legni sono più o meno nodosi e anche questo è da tenere conto nella scelta dello stile della casa!
Inoltre solo per il fatto che si tratta di legno NON è un bene mischiare varie essenze! Il consiglio è di accostarne al massimo due, dai colori abbastanza distanti tra loro!

Se hai già degli elementi di arredo tienine conto nella scelta del pavimento, se invece parti “da zero” pensa a che tipo di mobili vorresti per vederne l’insieme!

Se poi hai dei dubbi su come scegliere i pavimenti durante la ristrutturazione, non esitare a contattarmi compilando il form!

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Come tutti gli anni Pantone “detta legge” sui colori che diventeranno il trend dell’anno a venire (nominerà poi anche il “colore dell’anno”)…

Scopriamo perciò insieme le proposte per il 2019, così che se avete idea di rinnovare casa saprete come muovervi!!!

Pantone, nella sua pubblicazione annuale “PANTONEVIEW home + interiors 2019”  propone ben 72 colori, suddivisi in 8 temi tutti associati ad una immagine che mostra il giusto abbinamento e funge da ispirazione!

Al momento sono state rese pubbliche 3 palette su 8 (delle altre sono noti solo il nome e la descrizione) e sono:

  • Cravings
  • Classico
  • Meanderings

Partiamo dalla prima: CRAVINGS

E’ una palette colori decisamente particolare, molto calda il suo nome lo dice chiaro “brama, desiderio” e quindi non poteva mancare il rosso “piccante”! E’ una palette che prende ispirazione dalla voglia di cibo. Il rosso peperoncino viene affiancato da rosa “e viola carichi, come le bacche! Anche i neutri marroncini, come il cappuccino, sono colori caldi, la nota fresca è data dal verde!
Sono colori che rimandano a sapori eccezionali che ispirano esperienze piacevoli!

Ecco alcuni dei colori compresi nella palette:

Senza tempo la seconda palette: CLASSICO

Sono colori sobri e minimali, intramontabili ed eleganti; sono le basi dello stile. Troviamo al suo interno il bianco cigno e il color cammello che si sposano con il teal, i grigi i bordeaux e i neri!
I metalli saranno ancora molto in voga, perché gli oggetti che luccicano ci attraggono sempre, quindi l’oro (colore molto classico!) metallizzato fa parte di questa palette

Ecco alcuni dei colori compresi nella palette:

Indiscutibilmente estrosa la palette: MEANDERINGS

Partendo dal suo significato “il girovagare” è un mix di colori che lascia pensare a viaggi tra culture lontane tra loro! Questa palette rappresenta un percorso tortuoso (altro significato della parola meandering) però esplorato a ritmo lento che regala inaspettate sensazioni.

Ecco i colori di questa stravagante palette

Le altre 5 palette sono:

  • Musings (significa riflessione) palette dai colori riflessivi, ma vitali, con sfumature delicate. Vuole trasmettere relax, con uno stile di vita sano e vicino alla natura.
  • Paradoxical (paradossale) è un mix di colori eclettico, tra tradizione e modernità. Propone accoppiamenti anticonformisti.
  • Syncopated (spezzato /interrotto) luminoso ed energetico, ha colori molto accesi come il giallo e il rosso, il tutto accompagnato dal bianco brillante!
  • Cherish (amare/apprezzare) è una combinazione di colori che trasmettono confort, divertimento, affetto e gioia.
  • Proximity (vicinanza) è un mix tra natura e tecnologia, descrivendo la vita di oggi. Si mescolano perfettamente insieme tonalità di verdi e blu.

Come vedete ce n’è per tutti i gusti, ma attenzione ad usarli in maniera corretta… gli stessi colori dosati in maniera differenti creeranno ambientazioni differenti! Ogni colore ha la sua luminosità e
la sua “forza” non si possono usare a caso!

Se hai paura di sbagliare non esitare a contattarmi compilando il form!

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(tutte le foto sono prese dal web)

La fotografia è una forma d’arte, non si limita alla mera riproduzione di un soggetto, ma cerca di attrarre l’osservatore con un messaggio, suscitando reazioni ed emozioni e attivando l’immaginazione!

Benché la fotografia d’interni debba per forza di cosa essere fedele alla realtà (soprattutto quando deve “vendere”) è pur vero che per funzionare deve sapere EMOZIONARE.

Precisione dell’immagine e perfezione tecnica sono assolutamente imprescindibili, ma non saranno sufficienti se non riescono ad attirare e mantenere l’attenzione sull’immagine (o la serie di immagini).

Come si può fare questo?

Composizione, luci, contrasti e DETTAGLI!

Foto di dettagli attirano l’attenzione, attivano l’immaginazione, perché entrano nel particolare non mostrando nitidamente a chi guarda l’intera scena, che quindi sarà ipotizzata suscitando curiosità!
Chi guarda una foto di dettaglio sarà infatti “costretto” a immaginare cosa ci sarà aldilà di quello che è impresso nell’immagine, dove è posizionato e che “ruolo” ha in quell’ambiente!

Va da se che se hai una casa da vendere/affittare o se hai una struttura da pubblicizzare dovrai anche mettere immagini complete degli ambienti, ma saranno i dettagli che faranno la differenza!

La fotografia di dettaglio, per attrarre, deve essere semplice, ma potente, quindi anche per questa tipologia di scatto una buona composizione e un sapiente utilizzo di luci, colori e forme diventano molto importanti.

Negli interni poi i dettagli devono, in maniera particolare, essere contestualizzati, ovvero affiancati poi all’ambiente in cui si trovano.

Questa foto ritrae una porzione di sedie, si capisce, così come si intuisce che nel fondo c’è una seduta, vicino ad una porta finestra che da su un balcone… però non vedi la stanza e provi ad immaginarla, sei incuriosito, e facilmente andrai alla foto successiva…

Immagini come queste sono suggestive, benché siano scale, catturate con una visuale diversa e insolita catturano decisamente l’attenzione!

Se si riesce ad alternare sapientemente dettagli con interni “completi” si manterrà accesa la curiosità e la voglia di vedere cosa c’è dopo!

Più una persona resta sulle tue immagini, sul tuo annuncio e più è facile che voglia saperne di più e poi possa decidere di voler vedere dal vivo!

A te non capita esattamente la stessa cosa?!

Allora costruisci un annuncio potente con foto professionali e dettagli studiati…

CHIAMAMI!

La percezione visiva ha un forte impatto sul nostro cervello: una stanza sembrerà più piccola se è vuota rispetto a se è arredata, questo perché gli arredi delimitano degli spazi e soprattutto sono per noi un “metro di misura”; se vediamo che su una parete c’è un letto matrimoniale con comodini e ancora parete sappiamo con certezza che quel muro sarà più lungo di 2 metri (il letto è largo 1,60, i due comodini saranno almeno 40cm che fa 2,00!)

Oggi ti voglio dare alcuni piccoli trucchi su come creare degli effetti visivi diversi usando il colore su pareti e soffitti:

  • Per “abbassare” una stanza sarà sufficiente colorare di un colore scuro il soffitto abbasserà otticamente quest’ultimo dando l’impressione di una stanza meno alta.

  • Nei corridoi, spesso lunghi e stretti per dare l’impressione di maggior respiro sarà sufficiente colorare con un colore più scuro soffitto e parete infondo. Questo darà l’impressione di un corridoi più largo.

  • Se hai bisogno, di restringere un ambiente molto lungo basterà colorare la parete di fondo con un colore più scuro, che visivamente avvicinerà la parete.

  • Al contrario, se hai bisogno di allungare una camera, mantenere soffitto chiaro e le tre pareti scure darà l’idea di un ambiente più allungato.

  • Per “comprimere” basterà colorare sia le pareti che il soffitto di scuro, al contrario, per ampliare tutto dovrà essere chiaro
  • Infine puoi dipingere tutto di scuro e lasciare quella infondo chiara, a contrasto, in questo caso la parete darà molto risalto a qualunque elemento metterai lì vicino

 

A seconda di come colori le pareti gli ambienti cambieranno e sembreranno più o meno profondi, larghi, alti o bassi.

Saper giocare con gli effetti visivi può essere utile per “migliorare” un ambiente senza opere di muratura (che magari, causa muro portante non si possono nemmeno fare!)

Se vuoi trasformare gli ambienti di casa il corretto utilizzo del colore è una soluzione veloce e modificabile!!!

Se hai dei dubbi su come fare contattami!

L’altro giorno una persona mi ha detto che non ero capace davvero a fotografare, o quanto meno non ero sicura di me perché io fotografo i RAW!

Secondo lui, ma sono certa siano in molti a pensarla allo stesso modo, se uno è davvero un bravo fotografo, riesce a fare tutto in fase di scatto e quindi a scattare in jpeg.

Ho idea che chi la pensi in questa maniera non abbia idea davvero della differenza tra un file raw e un file jpeg!!!

Chi scatta in jpeg si perde davvero un mondo:

– la macchina fotografica già non vede come l’occhio e non coglie davvero tutte le sfumature che il nostro occhio riesce a vedere (in una casa vedrai correttamente illuminato l’interno, con le sue zone d’ombra e di luce e vedrai perfettamente l’esterno; con la macchina fotografica devi decidere cosa esporre correttamente… devi scendere a compromessi).
Con il raw però la gamma dinamica (si chiama così la capacità di vedere le sfumature) è abbastanza ampia, con il formato jpeg invece questa capacità si riduce di parecchio. (che senso ha, quindi, spendere tanti soldi per sensori di ultima generazione se poi non li usi? Sarebbe come avere un aereo a cui hai tolto le ali!)

– oltre alla gamma dinamica, perdi milioni di colori da 16,7 a 4,4…

– il file jpeg è un file compresso e lavorato dalla macchina fotografica.
quindi in fase di post produzione nel file raw recuperi tantissime informazioni che non puoi assolutamente recuperare nel file jpeg!

Ha davvero senso scattare in jpeg?

ATTENZIONE, scattare in raw non vuol dire scattare “alla cavolo”, tanto poi recupero in post produzione!!
Scattare in raw significa scattare al meglio delle possibilità della macchina che ho in mano.
Lo studio antecedente, l’attenzione all’inquadratura, ai dettagli e alle luci va fatto anche, direi soprattutto, se scatti in raw.
La post produzione non deve essere un lavoro di ore per correggere, ma un lavoro che permetta solo di tirare fuori tutte le informazioni immagazzinate dal nostro sensore!

Vedi queste due foto? Non avrei avuto un risultato così buono avessi scattato in jpeg!!!

Quindi diffida da chi ti dice che un fotografo professionista scatta in jpeg e non post-produce quasi le foto perché le fa perfette subito al click…

Naturalmente sto parlando di foto professionali… quando sono in vacanza con la mia famiglia, a meno che non stia fotografando qualcosa di particolare interesse, spesso scatto in jpeg, se no poi passerei ore in post produzione oppure non mi stamperei nessuna foto dei miei figli!

Ma se devo fare un lavoro per un cliente voglio mettermi nelle migliori condizioni possibili per poter consegnare un lavoro impeccabile!

Perciò se hai bisogno di foto per i tuoi locali, non esitare a contattarmi!

Ho già parlato più volte dell’importanza della luce nelle fotografie: un’immagine luminosa da respiro, permette di vedere tutto con chiarezza, da un senso di serenità, attira…

Una foto buia, a meno che non sia un notturno, lo sappiamo, non attira e se ci sono zone di forte ombra in cui non si riesce a vedere nessun dettaglio, creerà anche una sorta di fastidio.

Quindi, viva la luce, ma, come tutte le cose, non bisogna esagerare!

Si perché una foto troppo luminosa rischierà di “bruciare” dei dettagli molto importanti.

Non solo, la troppa luce è distraente:
abbiamo infatti la tendenza naturale a porre la nostra attenzione sulle zone chiare rispetto a quelle scure. La luce, in qualche modo è “la via di fuga” e il nostro sguardo ha la tendenza a seguirla…

Questo cosa comporta nella fotografia?

Se noi non bilanciamo correttamente le luci e abbiamo, per esempio, una finestra completamente bruciata (come nella seconda foto sottostante), l’attenzione di chi guarda la foto andrebbe su quella finestra, ignorando quasi completamente il resto dell’immagine. Questa distrazione potrebbe diventare deleteria, perché l’osservatore potrebbe passare all’immagine successiva senza che questa abbia “lasciato il segno”!!!

E come funziona con contrasto e colori?

Partiamo dal contrasto:
fatta salva la regola che l’esagerazione non va bene (a meno che non sia voluta per un determinato risultato) un forte contrasto attira l’occhio, trasmette una sorta di energia, rende la foto decisamente più graffiante, suscitando reazioni più forti.
L’occhio ha la tendenza, come abbiamo visto, a trascurare le parti scure per soffermarsi su quelle chiare.
In una foto in cui il contrasto è appena accennato, invece, l’osservatore osserverà l’immagine con più calma, e la sua reazione sarà più tranquilla.
Il discorso è molto simile per quanto riguarda il colore, ci sono colori, tipo il rosso, che spiccano sempre in una immagine e attirano molto l’attenzione. I colori caldi, a cui il rosso appartiene insieme a giallo e arancione, sono colori forti, vivaci che “eccitano”.

I colori freddi come il blu, il verde e il viola possono generare tristezza, senso di freddo, ma anche di tranquillità (il verde in maniera particolare è associato alla natura, quindi è in qualche modo calmante).

Questo cosa significa nella fotografia d’interni?

Significa che devo studiare sempre la scena e avere ben in mente a chi mi rivolgo!
Ho già detto che la foto, anche se d’interni, cambia a seconda del messaggio che voglio dare:
Se faccio una foto per un albergo/B&B/casa vacanza, ho un pubblico; se la faccio per un interior designer che deve mostrare il suo lavoro, ne ho un altro; per un costruttore un altro ancora; infine, per una casa in vendita, un quarto pubblico completamente diverso…  le foto quindi avranno inquadrature, altezze dettagli e luci diverse…
Ma oltre a questo si dovrà studiarne i colori e i contrasti.
Partendo dal presupposto che non posso cambiare i colori che mi trovo di fronte (sarebbe un falso) potrò decidere l’orario migliore in cui fare le foto a seconda della luce che entra ed esalta o meno certi colori e potrò saturarli o denaturarli un po’ a seconda del messaggio che voglio dare.

Ma ecco alcuni esempi:

una foto per un interior designer potrà avere contrasti più forti e colori più saturi, perché dobbiamo sottolineare la sua bravura nel personalizzare la casa.

L’immagine prodotta per un costruttore dovrà avere un poco di contrasto, sì, ma non dovrà lasciare zone d’ombra affinché si possa vedere nel dettaglio tutte le finiture e i colori dipenderanno dal tipo di materiale.

Un albergo/B&B/casa vacanze, dovranno avere foto non troppo contrastate, per lasciare all’osservatore la possibilità di osservare “con calma” tutta la stanza, ma colori un poco più saturi (dipende ovviamente da quali colori) possono aiutare a “rallegrare” e possono attrarre, dando la voglia di andare.

Infine le immagini per le case in vendita, dovranno essere le più neutre possibili, per lasciare chi le guarda il tempo di vedere tutto, senza distrazioni e cominciare ad immaginarsi a vivere in quella casa!

Non è una cosa che si può improvvisare, almeno se si vuole ottenere un certo risultato, ed ecco perché essere specializzati in interni risulta essere indispensabile, anche un bravo fotografo, se generico o specializzato, rischia di non avere certe piccole accortezze assolutamente necessarie per ottenere la “reazione giusta dal pubblico giusto”!

Se sei stufo di foto d’interni “generiche” e vuoi avere finalmente le foto studiate per il TUO pubblico non esitare a contattarmi compilando il format qui sotto:

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Dare carattere alla propria casa non è sempre facile.
Spesso si va in un mobilificio e si compra più o meno tutto l’arredamento nello stesso stile, e si dipingono le pareti solo di bianco, così si ha la certezza che tutto sia assolutamente armonioso!
E’ sbagliato? Assolutamente no, ci mancherebbe! Non ci sarà nulla che “disturba” né chi abita in casa, né chi viene come ospite.
La maggior parte delle volte, però, questa non è una scelta ponderata, bensì una NON scelta, la decisione più facile per non rischiare di sbagliare!
E questo è un peccato!!! Perché? Perché ci si stuferà molto presto! La casa, infatti, non rispecchierà a pieno il carattere di chi la abita!

Va da se che non si possono mettere tante cose, magari di diversi colori, in maniera del tutto casuale, il pugno in un occhio sarà davvero visibile e in qualche modo fastidioso.

Allora come fare per creare ambienti unici che davvero ci rispecchiano appieno?

Uno dei primi modi è il mix di stili, va fatto in maniera ponderata e studiata, ma può davvero dare dei risultati favolosi. Ne ho parlato poche settimane fa, se ti sei perso l’articolo lo trovi qui.

Un altro modo è il sapiente uso dei colori: le tinte hanno dei significati psicologici molto forti ed impattanti, saperli usare nelle giuste dosi e nei giusti ambienti può essere di aiuto per creare atmosfere suggestive ed accattivanti! (se vuoi saperne di più sulla psicologia dei colori clicca qui.

Personalmente sconsiglio l’utilizzo di mille colori diversi, benché in stanze diverse, e se proprio lo si vuole fare, allora vanno usati colori un poco desaturati per non appesantire troppo. E soprattutto va ricercato un filo conduttore che unisca questi ambienti dalle tonalità così diverse (in questo caso per esempio mantenere lo stesso stile dell’arredo risulta vincente!).

C’è poi da considerare di inserire qualcosa di Hand Made, qualcosa di fatto da se, di riciclato, ripreso, modificato… più personale di così cosa ci può essere?
Capisco che non sia sempre facile, ci vuole fantasia e manualità!
Per la manualità beh, non la si possiede si può facilmente trovare un buon artigiano che ci dia una mano. Per quanto riguarda la fantasia libri e riviste di settore, negozi di arredo, mercatini dell’antiquariato (non sottovalutateli, ci sono molte cianfrusaglie, ma capita di trovare delle cose molto interessanti!!!) sono fonti inesauribili di idee e spunti.

Attenzione però il rischio è che piaccia tutto e quindi di fare un potpourri tutt’altro che armonioso!
Ecco perché affidarsi ad un professionista della casa è la cosa migliore da fare: saprà ascoltarvi, capirvi e quindi dirigervi verso le scelte migliori per arredare casa vostra in maniera che vi rispecchi al 100%.
Lì vi sentirete SEMPRE a vostro agio e chi vi viene a trovare amerà la vostra casa quand’anche avesse gusti totalmente diversi, questo perché parlerà di voi!!!

Quindi se ti appresti ad arredare casa o se, proprio a causa di scelte sbagliate (o non scelte) vuoi modificare casa tua non esitare a contattarmi!!!!
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Forse oggi i pouf possono essere considerati fuori moda (forse!!), ma LEI, la POLTRONA SACCO di Zanotta resiste imperterrita grazie al suo design all’avanguardia e come immagine rappresentativa della propensione all’ottimismo degli anni sessanta.
Erano gli anni in cui mobili realizzati con materiali moderni e a buon mercato come le plastiche stampate ad iniezione presero piede. Erano gli anni in cui mobili gonfiabili e usa e getta entrarono a far parte dell’arredamento simbolo della rivoluzione socioculturale giovanile… erano gli anni in cui tre torinesi, Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro, progettarono per Zanotta la poltrona Sacco!

Zanotta, produttore italiano, non esitò a salire sul carro dei mobili pop e ralizzò la poltrona che oggi conosciamo nel 1968 (è ancora in produzione).
I prototipi in realtà erano già stati prodotti anni prima, in origine doveva essere un involucro trasparente contenente del liquido, ma risultò troppo pesante e difficile da riempire, così pensarono bene di utilizzare le palline di polistirene espanso.
Riscosse subito successo perché non avendo nessun tipo di struttura, né sostegno, poteva prendere qualunque forma desiderata!

 

 

 

 

 

 

Molti possono ricordarla grazie agli sketch e nei film in di Paolo Villaggio che il protagonista sia il Rag. Fantozzi o Fracchia… lui, maldestro e pasticcione faceva sempre fatica a sedercisi.

 

 

 

 

 

 

E’ una delle sedute più imitate al mondo, ma solo l’originale vinse il compasso d’oro nel 1970, solo l’originale è stata esposta al MoMA di New York nel 1972 ed inserita nelle collezioni internazionali di arte contemporanea al Museo delle Arti Decorative di Parigi, al Victoria & Albert Museum di Londra e al Museo del Design alla Triennale di Milano…

 

 

 

 

 

A te piace? L’hai mai provata? Ce l’hai?
Fammelo sapere con un commento qui sotto!

L’ altro giorno, come spesso accade, ero seduta a lavorare a pc, diversamente dal solito però, in casa regnava un inquietante silenzio… Chi è mamma lo sa “il silenzio è d’oro, ma se hai dei figli è sospetto!” (cit) , in pensiero, quasi “allarmata” sono andata a vedere cosa combinavano le mie “belvette”…

Ebbene la mia preoccupazione era infondata, i due fratelli con la supervisione del cane stavano semplicemente facendo un puzzle!
Ne hanno fatti più di uno lasciandomi davvero tranquilla di fare tutto ciò che mi ero prefissata. E quindi VIVA I PUZZLE, che sanno occupare i miei figli in maniera creativa!

Perché ti racconto questo? Perché mi è venuta la curiosità di sapere quando e come sono nati questi fantastici (sì è vero sono interessata nel dirlo) giochi e sono rimasta davvero stupita nello scoprire che esistono dal 1766!!!!

Fu un incisore e fabbricante di mappe di Londra (John Spilsbury) che ebbe l’idea di incollare le sue cartine su una tavola di legno e di ritagliare ogni singolo paese sulla propria linea di confine con un seghetto. Conosciuta come “Dissected Map” (Mappa sezionata) è stata utilizzata per tantissimi anni a scopo educativo: quello di insegnare la geografia ai bambini!

 

I puzzle intesi più comunemente come “passatempo”, sempre in legno, vennero prodotti nel 900, tagliati un pezzo alla volta e non concepiti per incastrarsi. Essendo pezzi unici erano quindi molto cari e perciò ad appannaggio di persone ricche che usavano questo gioco come intrattenimento nelle loro feste.
Ma la passione per questo gioco crebbe al punto di portare alla produzione in serie.

Il nome “Puzzle” fu inventato nel 1908 rimandando ai pezzi che si incastravano fra loro.
Nel 1929 i puzzle diventarono un passatempo molto apprezzato da tutti, fino a diventare una “moda nazionale”. Interessante sapere che negli anni 1932/33 negli stati uniti se ne vendevano circa dieci milioni alla settimana!

I puzzle raffigurano un po’ di tutto, dai personaggi dei cartoni per i bambini, alle riproduzioni di quadri e foto famose. Anche il numero di pezzi per ogni puzzle è variegato e ci sono anche i puzzle 3d (o i mappamondi).
E’ un gioco sempre apprezzato, a qualunque età, che resiste nonostante ci siano tanti giochi tecnologici… i imiei bambini, me ne hanno dato dimostrazione!