Partire sempre dalla progettazione d’interni, perché? Lo vediamo in questo articolo!

Quando si parla di ristrutturazione, il pensiero corre subito a muri da abbattere, pavimenti da scegliere, impianti da rifare.

Tutto giusto.

Ma c’è un passaggio fondamentale che viene spesso trascurato — o affrontato troppo tardi — ed è proprio quello che fa la differenza tra una casa bella da vedere e una casa davvero funzionale: la progettazione d’interni.

La progettazione d’interni non riguarda solo lo stile o la scelta dei colori, ma il modo in cui gli spazi vengono pensati, vissuti e organizzati nel quotidiano.

Vale quando si ristruttura, ma vale anche quando non lo si fa.

Perché arredare non significa semplicemente “riempire” gli spazi, ma dare loro un senso, una funzione, un equilibrio.

– Da dove partire davvero con la progettazione d’interni, prima di una ristrutturazione

Prima ancora di pensare allo stile, ai colori o ai materiali, c’è una domanda chiave da farsi: come voglio vivere questa casa?

Ogni stanza va osservata singolarmente e con attenzione, decidendo qual è la sua funzione principale.

Una volta chiarito questo punto, il passo successivo è molto concreto: fare l’elenco dei mobili davvero importanti per quella funzione.

È chiaro che in una stanza possono esserci più funzioni, ad esempio in un soggiorno potrebbe esserci anche un angolo dedicato allo studio, o la zona pranzo.

Ma la funzione principale di solito è una e tutto il resto segue di conseguenza!

Facciamo un esempio.

Se il soggiorno lo userai principalmente per rilassarti, allora dovrai pensare ad un divano comodo, magari importante, di un mobile TV e di spazi di passaggio adeguati.

Suggerisco di pensare anche ad altre sedute per invitare alla conversazione in caso di ospiti.

In caso ci sia anche un angolo studio e/o sala pranzo, questo sarà pensato e proporzionato di conseguenza alla funzione principale.

Se invece quel soggiorno lo userai soprattutto per pranzi e cene con familiari e amici, la cosa più importante sarà il tavolo con delle sedie comode e il resto verrà dopo!

(credit: Gemini; ChatGPT)

Fatto questo passaggio, entra in gioco una fase spesso sottovalutata ma preziosissima: provare a disporre i mobili nello spazio, anche solo in pianta.

È qui che succede la magia.

Perché solo vedendo gli ingombri reali puoi capire se la tramezza che volevi togliere è utile abbatterla davvero o meno, se magari è meglio spostarla di qualche centimetro, o magari semplicemente creare un varco…

Senza questa visione d’insieme, il rischio è di prendere decisioni strutturali che poi non dialogano con la vita quotidiana.

(credit: Canva)

– Non serve sapere subito lo stile (e va benissimo così)

Una cosa che rassicura sempre molto: non è necessario sapere subito che stile avrà la casa, né scegliere immediatamente colori o finiture.

In questa fase conta soprattutto il dove, non il come.

Sapere dove andrà il divano, dove sarà il letto, quanto spazio serve per aprire un armadio o muoversi comodamente intorno a un tavolo, permette di lavorare sugli ingombri reali.

Ed è proprio grazie a questi ingombri che si possono prendere decisioni tecniche intelligenti.

(credit: Canva)

– Luce e prese: decidere prima, non dopo

Quando il layout è chiaro, tutto il resto diventa più semplice — e soprattutto più coerente.

Pensiamo all’illuminazione.

Il classico punto luce centrale a soffitto, da solo, non è quasi mai la soluzione migliore.

Ogni funzione richiede una luce diversa: una luce per leggere, una per cucinare, una per rilassarsi.

Solo conoscendo la disposizione degli arredi puoi decidere dove posizionare i punti luce, se servono applique, sospensioni o faretti e dove prevedere lampade da terra o da tavolo.

Lo stesso vale per le prese elettriche.

Anziché metterle un po’ a caso, così sei sicuro di averne (con il rischio che vengano poi coperte da un mobile o siano troppo lontane da dove servono), potrai metterle dove sai davvero che potrai utilizzarle!

Inoltre potrai decidere di mettere il divano in mezzo alla stanza (se è funzionale per te e ti piace), con la sua bella lampada vicino senza rischiare di inciampare nei fili, perché, avendolo progettato prima, avrai fatto mettere una presa a pavimento!

E questo fa la differenza tra una casa adattata e una casa progettata.

(credit: Canva)

– Pensare a più layout: una casa che cresce con te

In caso di ristrutturazione, un altro aspetto molto interessante è la possibilità di pensare a più di un layout.

Non per complicarsi la vita, ma per lasciarsi delle alternative.

La casa cambia insieme a noi: le esigenze di oggi non sono sempre quelle di domani.

Valutare fin da subito due possibili disposizioni degli arredi permette, negli anni, di riorganizzare gli spazi senza interventi invasivi.

Questo vale soprattutto per l’impianto elettrico, così anche spostando i mobili avrai sempre prese accessibili!

È un modo intelligente e sostenibile di progettare.

(credit: Vivere lo Stile)

– Moodboard: quando entra in gioco l’atmosfera

Solo dopo aver chiarito funzioni, ingombri e layout, ha senso iniziare a lavorare sull’atmosfera.

La moodboard serve proprio a questo: dare una visione d’insieme, mettere insieme sensazioni, materiali, colori, finiture.

Non è ancora il progetto definitivo, ma è un passaggio fondamentale per orientare le scelte e creare coerenza.

(Qui descrivo vari modi per creare una mooadboard)

(credit: Canva)

A questo punto sì, si può passare al progetto vero e proprio di ristrutturazione, insieme a un architetto, e iniziare finalmente i lavori con una direzione chiara.

Il risultato? Una casa che funziona davvero, non solo sulla carta.

– E se non ristrutturi?

Tutto questo resta valido anche quando non sono previsti lavori strutturali.

Ci saranno ovviamente meno margini di manovra, ma capire la funzione principale di ogni stanza, fare l’elenco degli arredi essenziali, definirne le dimensioni minime e massime e creare una moodboard aiuta a evitare due errori molto comuni:

– stanze sovraccariche e soffocanti, o, al contrario, vuote e senza carattere,

– Ambienti in cui mobili, complementi e finiture non dialogano tra loro.

Per creare un ambiente armonioso, la moodboard dovrà partire dagli elementi già esistenti, come i pavimenti e i serramenti interni.

Anche l’illuminazione può essere studiata in modo più efficace, sfruttando prese esistenti, lampade da terra e da tavolo, creando livelli di luce più accoglienti e funzionali.

(credit: Canva)

– Una casa pensata prima di essere realizzata

Il progetto di arredo è parte integrante della progettazione d’interni e non è un dettaglio finale, ma la base su cui costruire ogni scelta, grande o piccola che sia.

Se senti il bisogno di fare chiarezza, di capire come organizzare i tuoi spazi o di affrontare una ristrutturazione con più consapevolezza, sono a tua disposizione per una consulenza personalizzata.

A volte basta partire dal progetto giusto per trasformare davvero il modo in cui vivi la tua casa.

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