Oggi vorrei analizzare con te la “soluzione chiavi in mano” che spesso le imprese edili propongono cercando di capire bene come funziona e se vale davvero la pena!

Uno dei punti cardini della soluzione chiavi in mano è quella di avere a che fare con solo una impresa, un solo referente che penserà a tutto!

E questa, è vero, è una grande praticità: ci toglie mille complicanze, mille pensieri, abbiamo a che fare con una sola persona che ci riferirà tutto e a cui noi diremo le nostre desiderata a tutto il resto ci penserà l’impresa.

Analizziamo ora, nel dettaglio cosa ti da questa soluzione:

– sarà l’impresa edile che deciderà le maestranze che lavoreranno nella tua casa, ed è possibile che subappalti ad un’altra impresa la quale sceglierà gli artigiani con cui collaborare…
Un peso in meno per te che dovresti cercarti l’idraulico, l’elettricista, il piastrellista, il muratore, il decoratore…
Inoltre, il fatto che i vari lavoratori si conoscano e magari collaborino regolarmente è senza dubbio un fattore positivo, sapere come lavora l’altro rende il tutto molto più “fluido”!
C’è però un fattore da considerare ovvero il rincaro che l’impresa principale, quella che tu pagherai, metterà sul prezzo del singolo artigiano…
Il prezzo che ti è stato fatto in fase i preventivo dall’impresa che hai scelto è senza ombre di dubbio maggiore del prezzo che ogni maestranza ha richiesto per fare i lavori di casa tua… Se ci sono poi imprese in subappalto questo prezzo cresce ancora: l’artigiano fa il suo prezzo, lo consegna all’impresa, che mette il suo rincaro, e lo consegna all’impresa principale che a sua volta rincarerà e presenterà a te il conto…
Tu su questo rincaro non hai alcun controllo, e soprattutto alcuna idea di quanto possa essere!
Se ti dico che potrebbe anche essere del 68%?! no, non è un numero messo lì a caso, è proprio il rincaro che è stato fatto ad un cliente, l’ho scoperto a posteriori entrando in confidenza con uno degli artigiani che aveva lavorato a casa loro… parlando mi disse cosa aveva chiesto per quel lavoro… io a casa, tra i documenti vari avevo ancora il computometrico e vidi quindi il prezzo che era stato loro richiesto. E la differenza era proprio del 68%!!! Una cifra non indifferente, vero?

– ti verrà assegnato un tecnico, geometra o architetto, che si occuperà di tutta la parte progettuale e burocratica. Inoltre si dovrà occupare della direzione lavori vigilando sul fatto che tutto venga fatto nel migliore dei modi e trovando soluzioni nel caso si verifichi qualche inconveniente e si dovrà occupare e anche del coordinamento della sicurezza in cantiere.
Il tecnico è lì per fare i tuoi interessi e tutelarti, ma se non lo paghi tu direttamente, ma l’impresa, che magari gli procura regolarmente dei lavori in caso di problemi guarderà davvero ai tuoi interessi o a quelli dell’impresa? Ti posso assicurare che ti te non gli importerà davvero nulla!
Non solo capita spesso che i tecnici assegnati dall’impresa non siano inseriti nel loro organico, quindi pescano qua e la liberi professionisti che riescono a pagare davvero poco. Questo fatto non è irrilevante perché se è sotto-pagato quanta attenzione metterà nel lavoro, con quali risultati?
Va da se che se lavori con una impresa seria non avrai nessun tipo di problemi, ma…

– i materiali ti verranno proposti tra quelli che l’impresa si fa dare da vari rappresentanti/fornitori…  questo comporta il fatto che avrai una scelta decisamente limitata, pare ovvio che un’impresa non abbia una vasta gamma di prodotti da mostrare, non sono fornitori!
Ma il fattor più importante è il prezzo… che valore ha davvero il materiale che ti viene suggerito rispetto al prezzo finale che paghi? Ti dico questo perché mi è capitato di vedere dei prezzi incredibili, un caso eclatante è di porte pagate 580 euro il cui valore commerciale era di massimo 200 euro. Ora va da se che bisogna aggiungere la manodopera, il trasporto, e anche il lavoro che l’impresa mette per contattare il fornitore, scegliere il materiale, ordinarlo, essere presente alla consegna, controllare che sia tutto a posto, ma capisci che anche così a 580 non ci arrivi?
Il fatto che di materiali ce ne sono davvero tanti: pavimenti, sanitari, serramenti interni ed esterni… qual è davvero il loro valore e quanto lo hai pagato tu?

Per queste ragioni, 9 volte su 10, per come ti viene proposta questa soluzione non vale davvero la pena…

Quindi ti devi proprio occupare tutto di tutto e di tutti? assolutamente no… E io ti posso aiutare:
– le maestranze le pagherai direttamente e avrai in mano il loro preventivo!
– avrai un architetto che si occuperà di tutto, ma di nuovo lo pagherai direttamente e quindi sarà alle “tue dipendenze” (sì beh è un poco esagerato, ma almeno rende l’idea).
– andremo a scegliere i materiali nei posti migliori dove la scelta è tanta e dove avrai perfettamente coscienza del valore di ciò che hai in casa!
MA
avrai a che fare solo con me e con l’architetto! saremo noi i tuoi referenti e saremo noi ad occuparci di tutto!

Vuoi saperne di più? contattami!!!

Come ben sappiamo fotografia significa “scrivere con la luce”, quindi la luce è l’elemento principale e indispensabile per poter scattare. E’ la luce a definire i volumi e le forme degli oggetti o soggetti fotografati. 

Dalla lettura della luce dipendono alcuni fattori che cambiano il risultato finale dell’immagine:
– la LUMINOSITA’ ovvero l’esposizione del nostro soggetto o ambiente che può essere sottoesposto, correttamente esposto o sovraesposto;
– il COLORE che cambia a seconda della fonte luminosa e dell’esposizione che prendiamo e può essere più o meno saturo o avere delle predominanti;
– la FORMA perché con esposizioni diverse posso decidere quanto far vedere del mio soggetto;
– l’ATMOSFERA, il colore che la luce emana crea mood differenti;
– la SALUTE del file, i pixel di cui è composta l’immagine hanno bisogno di molta luce per poter fare tutti i complicati processi che portano all’immagine finita.

La luce si legge dalle ombre, è da queste, infatti, che capisci da dove arriva la luce e se è una luce dura o morbida.
Una luce dura creerà ombre nette e contrasti forti, mentre una luce morbida creerà ombre sfumate e diminuisce i contrasti.

Una delle cose che dobbiamo avere sempre a mente è il ciclo giornaliero della luce del sole:

La durezza della luce (e quindi quella delle ombre) e aumenta dall’alba a mezzogiorno mentre diminuisce da mezzogiorno al tramonto. Questo vale, naturalmente, anche per il contrasto.
Conoscere e tenere in considerazione la DICCD (Direzione, Intensità, Colore, Contrasto e Durezza) della luce ambientale è indispensabile per ogni fotografia, anche per quella d’interni.
L’ideale quindi, quando si deve fotografare una casa, poter fare un sopralluogo preventivo per poter studiare al meglio l’effetto che la luce fa negli ambienti e decidere così l’orario migliore per lo shooting fotografico.
Questa decisione la si deve prendere a seconda del messaggio finale che vogliamo dare con la nostra immagine.
Tendenzialmente negli interni forti contrasti, e ombre molto evidenti non sono auspicabili, ma la scelta dell’orario serve per avere una luce particolare che possa creare l’atmosfera più o meno calda che cambierà decisamente le emozioni che la fotografia potrebbe suscitare!

Con la luce naturale ben studiata e correttamente gestita possiamo avere fotografie belle ed emozionali anche negli interni, ma spesso e volentieri vengono accese anche le luci di lampadari e abatjour, che però spesso sono controproducenti!
Personalmente cerco di evitare, anche per evitare di complicarmi la vita in fase di sviluppo!
Di solito uso quelle delle abatjour (ma non sempre) per creare quel senso di calore e accoglienza, oppure quella di lampadari che creano giochi di ombre e luci davvero particolare, ma in questo caso evito di inquadrare la fonte di luce.

Evito di usare la luce delle lampadine per due motivi:
– perché il loro colore difficilmente sarà uguale a quella del sole e gestire luci diverse è complicato a livello di bilanciamento del bianco, inoltre potranno creare delle dominanti che possono essere fastidiose e anche se poi si possono correggere, potrebbe richiedere tempo;
– perché c’è il rischio piuttosto alto che diventino delle palle di luci alquanto antipatiche!
In realtà c’è un terzo motivo, che è forse quello principale, per cui evito di accendere le luci ed è che non sono naturali! Quando accendiamo le luci in casa in pieno giorno? non lo facciamo, a meno che… non sia una casa BUIA! Quindi fotografare una casa con tutte le luci accese potrebbe provocare nella mente di chi guarda la foto il dubbio che la casa sia poco luminosa (e se questa casa è da vendere, non sarà d’aiuto il pensiero che possa essere una casa buia!).

Quindi la luce naturale è da preferirsi sempre! e se le giornate sono molto nuvolose o piovose come in questi giorni piuttosto che accendere le luci usiamo tempi più lunghi, la tecnica dell’hdr, pannelli riflettenti, o softbox per aggiungere delle luci soffuse e creare qualche contrasto non troppo accentuato!
Possiamo anche usare il flash ricordandoci però di puntarlo a soffitto per non avere una luce forte e diretta, ma indiretta e più morbida. Questo però si può fare solo con soffitti bianchi, se no la luce che ricade si porterà con se anche il colore del soffitto!

Se devi fotografare i tuoi interni NON esitare a contattarmi! Puoi farlo anche se desideri saperne di più  e magari imparare come si fa… basta che compili qui sotto:

Scrivi qui

Ti appresti a ristrutturare casa? È bene che tu sia al corrente di cosa ti potrà capitare con l’impresa edile che si occuperà dei lavori…

Prima di iniziare mi preme fare una premessa: in ogni settore, quindi anche nell’edilizia troviamo tre distinte categorie

– abbiamo dei professionisti, che sono quelli con cui sarebbe meglio avere a che fare, ma che sono pochi;

– abbiamo moltissimi “mediocri”, ovvero quelli che hanno un prodotto o servizio nella norma “senza infamia e senza lode” e sono quelli che si incontrano più frequentemente;

– infine abbiamo i delinquenti, quelli da cui bisogna scappare a gambe levate, sono pochi, ma se li ti affidi a loro saranno cavoli amari!

Ovviamente la percentuale non è precisa, può variare, ma il succo resta questo!

Vediamo ora cosa offrono queste tre categorie:

– i professionisti, sono pochi, ma la qualità del loro servizio è sempre impeccabile ed eccellente;

– i mediocri, se va bene, daranno il minimo indispensabile senza mai dare quel qualcosa in più…

– i delinquenti, manco a dirlo non danno assolutamente nulla!

Ho fatto questa premessa, perché se non hai a che fare con dei professionisti veri è facile che dovrai fare fronte ad alcune, se non tutte, le cattive abitudini che hanno le imprese edili.

Arrivano spesso in ritardo. Ci mancherebbe è una cosa che può capitare, l’importante è avvisare e scusarsi. Con loro sembra che gli orologi non esistano… e se glielo fai notare ti risponderanno che “stavano lavorando”. Spesso ho dovuto chiamare l’impresario perché dopo mezz’ora dall’orario dell’appuntamento non si era né visto né sentito! Davano per scontato che io stessi lì ad aspettare (perché ovviamente io non ho nulla da fare!)

Le pulizie queste sconosciute. Moltissime imprese non si preoccupano minimamente della pulizia a fine lavori, figuriamoci dare una passata veloce a fine giornata. Trovo che sia davvero poco rispettoso quando ti trovi, ad esempio, un sacco di mozziconi di sigarette in giro!

Non mantengono le promesse. Capita troppo spesso che non rispettino la data di inizio o di fine lavori (questa in maniera particolare). Capita che promettano di essere a disposizione e poi però li devi inseguire per avere delle risposte! O peggio assicurano assistenza anche dopo i lavori e poi, appena paghi l’ultimo euro, scompaiono!

l’attenzione al dettaglio. Qui si vede la differenza tra professionisti e mediocri: i professionisti si fermano fino all’ultimo minuto e controllano che tutto sia perfetto, i mediocri si faranno prendere dalla fretta di finire per essere pagati e passare al cliente successivo. Il problema è che la fase finale è anche quella che si vede di più e un errore si nella posa della piastrella o nell’imbiancatura salterà subito agli occhi. Inoltre, se le finiture sono fatte “alla carlona” non ti viene il dubbio che ci possa essere qualche magagna anche là dove non si vede?!

di chi è la colpa? se succede qualcosa spesso e volentieri comincerà lo scarica barile tra una maestranza e l’altra, l’uno avrà da dire sul lavoro dell’altro e si creeranno ritardi di cui nessuno si prenderà la responsabilità!

non rispettano le regole del buon senso. Se sei in un condominio dovrebbero rispettare le regole interne, dovrebbero rispettare determinati orari, per arrecare meno disturbo possibile ai condomini e dovrebbero quanto meno tenere pulite le parti comuni, ma moltissime imprese non se ne curano minimamente. Quando si ha a che fare con una casa indipendente, a meno che non si sia in mezzo al nulla, dovrebbero lasciare libere le strade di passaggio, rispettare alcuni orari… anche se non c’è nulla di scritto direi che queste sono regole basilari dettate dal rispetto!

Non rispettano le tempistiche. Questo è davvero una cosa che succede spessissimo purtroppo. Ora se si deve rifare un tetto ed inizia a piovere è normale che i lavori subiranno rinvii, ma la maggior parte delle volte i ritardi sono dovuti ad una pessima organizzazione! L’impresa magari ha più cantieri e invece di dividere gli uomini in modo che ci sia sempre qualcuno li spostano a seconda del bisogno da un cantiere all’altro!

Se sbagliano non pagano. È davvero difficile trovare un’impresa che quando sbaglia ammette il proprio errore e “risarcisce”. Troveranno mille scuse e a pagare, come sempre sarai tu!

In conclusione, come detto in un precedente aricolo, la scelta dell’impresa farà la differenza. I professionisti esistono, bisogna saperli trovare!

Ho spesso parlato dell’importanza di osservare e studiare attentamente la scena che intendiamo fotografare.

Questo serve per poter trovare la migliore inquadratura al fine di riuscire a scattare una immagine bella da vedere, che catturi l’attenzione e magari che possa regalare quell’emozione che riesca a spingere l’osservatore ad agire.

La cosa più importante per una qualsivoglia fotografia è la luce, sappiamo infatti che la parola fotografia significa “scrivere con la luce”, la mia insegnante (sì continuo a studiare per migliorarmi sempre) lo ripete in continuazione “se la luce non è buona è meglio rinunciare allo scatto!”

Può sembrare esagerata, io le prime volte, lo ammetto, l’ho pensato, ma ho capito col tempo che ha assolutamente ragione! ora è ovvio che puoi fare tutti gli scatti che vuoi, quando vuoi in qualsiasi condizioni, ma la luce corretta farà la differenza tra uno scatto e una foto ben fatta, che avrà quel quid in più, quindi se le tue foto servono per vendere il tuo servizio non potrai scattare a caso!


Personalmente cerco di scattare al mattino, quando la luce è ancora sufficientemente morbida da non creare troppi contrasti negli interni, ma che faccia già i suoi meravigliosi giochi di luce su pareti e pavimenti.

La luce, ben gestita può essere un ottimo alleato, non è vero?

Una volta capito l’orario migliore per scattare dovremo pensare alla composizione della nostra immagine, questo non si fa spostando gli arredi (se non eventualmente togliere qualcosa che possa disturbare o magari girare leggermente una sedia o un divano) bensì lo si fa studiando l’inquadratura e come mobili e oggetti si mostrano al suo interno!

Come detto altre volte la macchina foto non vede come l’occhio e soprattutto, per quanto possiamo usare un grandangolo, la parte ripresa sarà sempre inferiore a ciò che vede l’occhio, questo fa sì che ciò che viene immortalato acquisti una peso visivo maggiore, tutto viene amplificato.

Conoscere la “regola dei terzi” per la composizione e l’inquadratura fotografica è assolutamente indispensabile!
Questa regola parte dalla scomposizione dell’area da riprendere in tre parti verticali e tre orizzontali in modo da formare nove parti identiche. I punti in cui si incontrano le linee sono chiamati punti forti.

Questa regola raccomanda di posizionare il soggetto che consideriamo di maggior importanza vicini alle linee o ai punti, al fine di ottenere un migliore equilibrio dell’immagine e una naturale interazione da parte di chi la guarda.

Non deve essere per forza un mobile grande, potrebbe essere un oggetto che riteniamo essere il fulcro di quell’ambiente.

Questo ci porta a parlare di “peso visivo” e “equilibrio”, che in una fotografia sono davvero molto importanti.

Il peso visivo non riguarda tanto il volume di un oggetto quanto come attira lo sguardo: per esempio in una immagine dai colori neutri basterà un piccolo tocco di rosso per spostare l’attenzione su quel dettaglio!

Alle volte questo può essere deleterio perché distrae dal resto della fotografia.

Quindi nel posizionare la macchina foto e nello studiare la scena, si dovrà fare attenzione alla regola dei terzi e al peso visivo di oggetti e colori al fine di ottenere una immagine che sia equilibrata, ovvero correttamente bilanciata: nessuna delle 9 aree deve attirare di più, altrimenti lo sguardo non sarà “libero” di spaziare e avere una visione totale dell’ambiente!

Ecco quindi che in una scena dove è presente, ad esempio, un armadio ingombrante questo dovrà essere “compensato” con un altro elemento posizionato secondo la regola dei terzi o con un peso visivo altrettanto importante.

Una immagine bilanciata risulta gradevole da vedere, attira l’attenzione e suscita emozioni!

Le emozioni sono quelle che spingono a compiere delle azioni, vuoi davvero continuare con scatti non studiati che non trasmettono nulla? Se è così sei libero di farlo, ci mancherebbe, ma se così non fosse non esitare a contattarmi compilando il form qui sotto:

Scrivi qui