Che tu debba “vendere” il servizio di progettazione come architetto/ingegnere/geometra/interior designer, che tu debba vendere mobili e la capacità di realizzare belle ambientazioni, che tu debba vendere un soggiorno nella tua struttura che sia un albergo, un B&B o una struttura micro ricettiva, con la giusta foto puoi aumentare le vendite!

Ti porto l’esempio di Giovanni (nome di fantasia) che si è affidato a me per le fotografie di due suoi alberghi:
devi sapere che la città dove Giovanni ha gli alberghi è stata per un bel po’ di tempo fortemente turistica e le cose per lui andavano a gonfie vele.

Un albergo è in zona collinare e molto grande, l’altro in città, vicina al centro un poco più piccolo, entrambi sono alberghi a 3 stelle.

Con la crisi e probabilmente la poca propaganda alle meraviglie che ci sono in queste zone anche Giovanni ha risentito di un forte calo nei suoi affari!

L’anno scorso ha deciso di cambiare rotta, di concentrarsi su un certo tipo di turisti (nella fattispecie i ciclisti), ha dedicato alcune stanze, che non erano state ristrutturate (ma perfettamente in ordine) per le offerte vantaggiose e nell’albergo più grande ha anche creato la zona piscina.

Poi ha capito che per una buona pubblicità avrebbe dovuto rivedere le foto presenti nei suoi siti e così mi ha contattato.

Ho dedicato due giorni di shooting, uno per ogni albergo, ho fotografato gli esterni, le parti comuni come le hall i ristoranti e le zone relax, e almeno 5-6 foto per ogni tipologia di camera cercando di coglierne sempre l’essenza.

Prima del servizio fotografico Giovanni mi ha chiamato per chiedermi se doveva comprare dei fiori o qualcosa da mettere nelle camere per abbellirle… gli ho chiesto se è una cosa che faceva regolarmente, alla sua risposta negativa gli ho detto di non fare nulla nemmeno questa volta: con la foto giusta puoi aumentare le vendite, ma se menti ti dai la zappa sui piedi da solo! Il cliente deve trovare ESATTAMENTE quello che vede in fotografia!

Ho consegnato i due servizi e li ha subito caricati sui siti e sui vari social e portali… la reazione dei turisti non si è fatta attendere!
Giovanni mi ha detto di aver avuto un incremento di prenotazioni del 20% per l’albergo grande e 30% sull’altro!!

Non solo!! Sono aumentate anche le recensioni, ovviamente positive, che funzionano come il passaparola!

Questo è successo con degli alberghi a tre stelle, semplici senza pretese. Le foto però sono spiccate in mezzo alle altre, anche a quelle di alberghi più nuovi e moderni! La gente poi ha trovato quello che aveva visto ed è rimasta soddisfatta!

Tu cosa aspetti a cambiare la tua immagine? Che il tuo concorrente lo faccia prima di te?
Non attendere oltre contattami compilando il form:

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Hai finalmente trovato la casa che senti giusta per te, c’è da fare qualche lavoro perché sia esattamente come l’hai sempre desiderata… già la visualizzi in ogni suo dettaglio e ti vedi a viverci dentro felice!

Ora è ora di fare i lavori… ma da dove incominciare? Immagino che tu possa essere assalito da mille dubbi: “Meglio una sola impresa strutturata o più professionisti diversi?”, “Chi mi seguirà in questo percorso?”… e chi più ne ha più ne metta.

E’ normale! Ristrutturare casa non è una passeggiata!

L’idea è elettrizzante, immaginarsi il risultato finale ancora di più, ma la strada per arrivarci può essere tortuosa e in salita!

Devi scegliere i materiali e i professionisti che metteranno mano alla tua casa e li devi seguire!
Si perché se non gli stai dietro ci saranno una serie di intoppi e sicuramente i lavori andranno in ritardo!

“Eh ma c’è il geometra/architetto che segue i lavori, controllerà lui, no?” NON sempre, anzi quasi mai!!!
Capita spesso che queste figure professionali si occupino del progetto iniziale, della parte burocratica (come tutte le pratiche da portare al comune) e poi della sicurezza in cantiere, ma non del resto, come il coordinamento delle varie maestranze.

I professionisti da organizzare sono almeno: idraulico, elettricista, muratore, piastrellista e imbianchino!
Puoi pensare di affidarti ad una società più strutturata che abbia tutto al suo interno i modo che i professionisti si conoscano già e si coordino tra loro, ma anche così dovrai comunque sempre vigilare.

Uno dei problemi più grossi che spesso capita nei cantieri è la mancanza di comunicazione e il fatto che la maggior parte delle volte nessuno conosce il progetto finale, ognuno fa il suo “pezzettino” senza sapere quello che deve fare poi l’altro e questo spesso genera una serie di scarica barili “io non sapevo, non è compito mio” e via di seguito! E tu sarai l’unica vittima di eventuali errori.

Mettere a conoscenza tutte le parti in causa del risultato finale è, secondo me, la cosa migliore da fare affinché ognuno prenda in carico la sua parte, ma con la consapevolezza anche di quello che dovrà fare l’altro, cercando quindi di agevolarlo.

Altra cosa molto importante è partire con un progetto che sia dettagliato comprendendo anche, quanto meno in linea di massima, tutto l’arredo, questo perché sarà più facile mettere prese e luci in maniera funzionale e non a casaccio, studiare l’apertura delle porte affinché non creino disturbo alcuno… e così via.

Ora se non sei avvezzo a queste cose potresti davvero impazzire e dimenticare qualche pezzo!
Puoi però affidarti ad un professionista che con te studi il progetto nei minimi dettagli e poi si occupi di seguire ogni fase del cantiere e che ti tenga solo al corrente di come sta procedendo.
Avresti così una sola persona con cui confrontarti che si occuperà di tutto… ti resterà poi solo di fare le valigie per entrare e cominciare la tua nuova vita!

Se quindi non vuoi impazzire dietro ad una estenuante ristrutturazione che ti faccia dire “ma chi me lo ha fatto fare?” e allo stesso tempo non vuoi rinunciare alla casa dei tuoi sogni compila qui sotto:

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Come già detto altre volte il sensore della macchina non vede esattamente quello che vede l’occhio umano!
Il nostro cervello elabora le immagini che incameriamo attraverso il nervo ottico rendendoci una visione dell’ambiente correttamente esposta, in una stanza ben illuminata dalle finestre, riusciamo a vedere sia l’interno che l’esterno, così non capita con la macchina fotografica.

Il sensore della macchina fotografica, benché super sofisticato, non riesce ad esporre in maniera giusta tutto, soprattutto se la luce che viene da fuori è molta!
Infatti più il contrasto è forte più la macchina fotografica tenderà ad esasperarlo creando luci e ombre più marcate.

Questo significa che se esponi correttamente gli interni avrai finestre bruciate, le classiche palle di fuoco che, non solo non sono belle da vedere, ma sono distraesti

se invece esponi correttamente gli esterni avrai interni decisamente troppo bui, puoi aiutarti accendendo le luci, ma la sensazione sarà di comunque di un ambiente poco illuminato e quindi poco attraente!

Per ovviare a questo problema dovresti cercare di andare a fotografare in un orario in cui la luce dalle finestre non sia eccessiva, esporre correttamente un punto non troppo illuminato e dopo, in post produzione lavorare di luci e ombre.

Il rischio è che le ombre schiarite creino dei “disturbi”, ovvero zone che sono palesemente senza dati, che sembrano “raschiati”. Ma anche le luci, se troppo vicine alla zona di bruciatura rimarranno molto forti senza aggiungere dettagli alla foto.

Sappiamo che non sempre si può scegliere l’orario in cui andare a fotografare e soprattutto questo orario dipende molto dall’esposizione della casa e se non puoi fare un sopralluogo prima non puoi sapere qual è quello migliore. Come fare allora?

Il trucco per non impazzire c’è ed è molto semplice: unire più foto che abbiano diverse esposizioni, comunemente chiamato HDR (High Dynamic Range).
Per usare questa tecnica è assolutamente indispensabile l’utilizzo del cavalletto (in realtà sarebbe meglio usarlo sempre per la fotografia d’interni in modo da assicurasi che la macchina foto sia sempre in bolla), al fine da riprendere sempre la stessa scena, è molto importante perché poi le dobbiamo sovrapporre!

Una volta posizionata la macchina fotografica in modo che riprenda esattamente quello che volgiamo faremo almeno tre scatti: uno correttamente esposto (calcolato su un punto neutro, non troppo al buio, né troppo illuminato), uno sotto esposto di due stop e uno sovraesposto di due stop.
Lo stop è un termine tecnico usato per indicare la quantità di luce che facciamo entrare nel sensore, per semplificare, nel nostro caso significa girare la rotella del tempo di posa di uno scatto.

Tre esposizioni è il minimo indispensabile, cinque spesso sono l’ideale con due sottoesposizioni di due e quattro stop e due sovraesposizioni di altrettanti stop.

Solitamente l’immagine sottoesposta è quella che espone correttamente le alte luci, quella “corretta” è quella che espone correttamente le zone “neutre”, mentre quella sovraesposta è quella che espone correttamente le ombre.
Unendole insieme in post produzione si otterrà un immagine molto più simile a ciò che ha visto l’occhio umano.

Ci sono macchine fotografiche che hanno questa funzione e che quindi ti fa tutto in uno scatto, ma lo scatto sarà in jpeg, quindi già processato ed elaborato e più difficile da lavorare poi in post produzione.
I programmi di post, come lightroom, vengono incontro e selezionando le immagini desiderate le unisce da solo rendendoti una immagine in dng ancora molto lavorabile.

La tecnica non è difficile, ma richiede tempo sia al momento degli scatti che dopo durante lo sviluppo dell’immagine; inoltre richiede una certa attenzione, primo per capire quanti scatti siano necessari per un buon risultato e dopo, poi per non esagerare in fase di post produzione, ottenere una immagine palesemente “falsa” è un attimo!

Quindi se vuoi avere delle foto che rendano giustizia ai tuoi ambienti, ma non hai l’attrezzatura indispensabile o il tempo per tutto questo lavoro non esitare a chiamarmi compilando qui sotto:

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L’ho già detto più volte: in un momento storico in cui l’offerta immobiliare supera la domanda l’unico modo per riuscire a vendere casa in tempi brevi e a prezzo più alto è DIFFERENZIARSI dalla massa!

Come si fa? Preparando e fotografando adeguatamente il proprio immobile e poi pubblicizzandolo al meglio!

Come iniziare quindi?!
di seguito cercherò di riassumere i dieci step FONDAMENTALI per raggiungere un risultato ottimale:

  • STRUTTURE DANNEGGIATE

Capita spesso che chi mette in vendita la propria casa non ripari le piccole magagne, come una tapparella mezza rotta, pensando “lo farà chi compra!” .
Questo è un grande problema, perché i possibili acquirenti sottolineeranno il fatto di dover spendere soldi per queste riparazioni e faranno sicuramente offerte a ribasso, un ribasso decisamente maggiore di quello che potrebbe essere fare aggiustare!

 

  • DISORDINE E SPORCO
    Mi sembra strano doverlo dire, insomma mi pare che dovrebbe essere ovvio eppure non lo è! Spesso le case sono davvero lasciate andare!
    Naturalmente ognuno è libero di vivere come meglio gli pare, ma se deve vendere la propria casa e lo vuole fare velocemente e al prezzo più alto DEVE presentarla al meglio e ordine e pulizia sono davvero la base!
    Anche qui se no un possibile acquirente userà subito questo come alibi per abbassare il prezzo!

 

  • FOTO DI FAMIGLIA e oggetti personali in generale
    Sono tutte cose che distraggono e fanno sentire “ospiti” a casa VOSTRA!
    Chi visita l’immobile deve invece potersi concentrare sul potenziale dell’alloggio e immaginarsi a viverci dentro.

 

  • ANIMALI DOMESTICI
    Purtroppo non tutti amano gli animali, ma soprattutto ci potrebbe essere qualcuno allergico, quindi è bene farli uscire quando ci sono le visite, togliere tutto quello che appartiene loro dalla vista, arieggiare e pulire per eliminare eventuali odori e peli.
    Questo eviterà di perderci una fetta di possibili acquirenti!
    Se uno non ama gli animali o peggio è allergico non prenderà in considerazione la vostra casa anche se avesse tutte le caratteristiche che sta cercando!

 

  • MEDICINALI A VISTA
    La mente umana spesso agisce in base a sensazioni inconsce!
    Vedere una casa colmo di medicine o strumenti sanitari gli farà subito pensare ad ambienti poco sani e questo creerà inquietudine e disagio.
    Non si concentrerà sul resto e difficilmente comprerà casa vostre per una paura inconscia di ammalarsi!
    Può sembrare sciocco, ma è un meccanismo che si attiva involontariamente e di cui non ci rendiamo nemmeno conto.

 

  • GIOCATTOLI A VISTA
    E’ naturale che se avete dei figli non è che potete trasformare la loro camera, sarà visibile che è dedicata a loro, ma tenetela super ordinata, i giocattoli devono essere riposti negli armadi e nei cassetti!
    Una coppia che magari non riesce ad avere figli, potrebbe chiudersi e non acquisterebbe casa vostra.
    Siamo di nuovo di fronte ad un atteggiamento spesso inconscio che però possiamo prevenire per non perdere un possibile acquirente!

 

  • BUCATO, ASSI DA STIRO O PRODOTTI DA PULIZIA A VISTA
    Quando ci sono le visite evitiamo di stirare, di avere il bucato steso in qualche stanza.
    Rimandiamo pulizie e stiraggio a dopo (o prima per lasciare un buon profumo), le stanze devono essere belle libere per lasciare ai visitatori la possibilità di immaginarsi in quegli spazi senza distrazioni!

 

  • UMIDITA’ E CATTIVI ODORI
    Questo punto potrebbe essere inglobato nei primi due punti, ma merita di essere sottolineato!
    l’umidità e puzza non piacciono a nessuno!
    Quindi vediamo di capirne le cause e di risolvere il problema, altrimenti ci troveremo immersi di obiezioni e, ammesso che qualcuno si interessi comunque alla casa, si attaccherà a questo problema per richiedere un ribasso di prezzo anche molto cospicuo.

 

  • COLORI ALLE PARETI
    I colori sono molto soggettivi, quelli molto accesi alle pareti potrebbero non piacere per nulla ai possibili acquirenti.
    E’ decisamente consigliabile usare dei colori molto neutri, piuttosto bianco, onde evitare, ancora una volta di tagliare via una fetta di possibili acquirenti!

 

  • STANZE PIENE
    La stanze piene danno un senso di soffocamento!
    Cerchiamo di mostrare stanze il più libere possibile per far valutare bene gli spazi ai visitatori.
    Approfittiamo per cominciare a mettere via quello che non usiamo quotidianamente!

 

Questi 10 step sono il requisito minimo per una buona presentazione del proprio immobile, seguito da un minimo di allestimento, una fotografia professionale e una buona pubblicizzazione porterà a risultati inimmaginabili!
Provare per credere!
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